mercoledì 10 febbraio 2010

E chi l'ha detto che sto sempre sotto?

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venerdì 29 gennaio 2010

Il pornofago consiglia #5

Mi piace molto l'atteggiamento della dom in questo video.

Mi piace in particolar modo come lo rimette in riga, fermando di forza il suo piccolo tentativo di fuga. E mi piace lo "scolding" (la ramanzina): il poveretto si agita, si lamenta, ma non c'e' davvero niente che possa fare per evitare le botte...
Eh, che crudelta! :-D

giovedì 28 gennaio 2010

Diesel (senza turbo)

Ciao mondo, quanto tempo! Dall'ultimo post ci sono stati: natale, vari traslochi, due voli, nuovi corsi all'universita', nuovi progetti. Ecce ecce.

Ma parliamo di sesso.
Ieri la figlia del fiume ed io abbiamo avuto una delle nostre super discussioni in cui spacchiamo il capello in piu' e piu' parti: un po' la luna, un po' l'astinenza da sm (o anche da sesso vanilla, a ben guardare), fatto sta che mi sono trovato nervoso e bisognoso d'attenzioni. Le vacanze di Natale sono stata una lunghissima pausa, ed ora temo che ci vorra' un po' per rientrare in carreggiata.

Poi siamo finiti a letto: un po' a sorpresa, poco prima di dormire ci siamo trovati tutti presi dal raptus. Dico a sorpresa, che di solito la sera siamo cotti cottissimi. E invece ieri l'ormone ha prevalso.
Tra le robette che si possono fare avendo due corpi a disposizione, la mia preferita e' sicuramente leccare. Passerei ore con la faccia tra le sue gambe, stuzzicando, paciugando, tenendola sull'orlo dell'orgasmo fino a quando non resiste piu', fino a quando quasi mi implora di scoparla.
A questo punto serve pero' una precisazione. Quando ci siamo messi assieme, la figlia del fiume era prevalentemente clitoridea. Poi, dai e dai, il suo corpo ha preso confidenza con il mio ed ha in fondo capito che da un pisello puo' venire anche del bene. I suoi orgasmi sono diventati via via piu' profondi e piu' intensi, e lentamente il piacere per lei si e' spostato dal di fuori al di dentro. Puo' ancora, ovviamente, avere orgasmi clitoridei, che pero' ora sfumano e fanno un po' una figura mingherlina rispetto a quelli vaginali. Da cui, quando e' molto eccitata, la cosa che desidera di piu' e' essere penetrata.
Questo purtroppo mal si conciglia con il sesso orale, non essendo io Gene Simmons. Non che mi dispiaccia possederla virilmente tenendola tra le mie forti braccia mentre lei delicatamente sfiora il mio mento volitivo. Pero', ecco, le volte che e' capitato di stare giu' fino alla fine e' stato decisamente memorabile.

Perche' questa filippica su gusti e dinamiche orgasmiche? Ottima domanda, miei piccoli lettori. Ed eccovi un'ottima risposta: ma niente, avevo voglia di riprendere il blog. Ieri l'ho leccata - a lungo, forse, ma mai abbastanza a mio parere - e poi abbiamo fatto l'amore. Un bell'orgasmo simultaneo, che avevamo bisogno di rinsaldare la coppia, e poi tutti a nanna. Albo signanda lapillo.

mercoledì 9 dicembre 2009

Sit on Santa's lap

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giovedì 3 dicembre 2009

E alla fine arriva strapolly!

Ultimo post in arretrato, parliamo qui di qualcosa che e' successo appena prima del mio distacco dalla figlia del fiume. E poi?
E poi vedremo, qualcosa mi inventero'. Intanto beccatevi questo.

"Ti va di fare la doccia assieme?" E come non mi va, sono sempre pronto a docciare. Splish splash. Ma si vedeva lontano un miglio che aveva qualcosa in serbo. Poi, ci spogliamo e lei mi fa: "vai sotto, che ti raggiungo." Mmmm, sempre piu' sospetto.
Io intanto vado sotto l'acqua. Passano i minuti, che trasformano lentamente i dubbi in certezza. E finalmente si presenta: nuda eppure armata, aveva montato l'aggeggio, il catafalco, il coso. Ma si', lo strapon!


La sua idea era di sverginarmi sotto la doccia, quasi romantico, molto sensuale. Non e' andata proprio cosi'...
Entra anche lei, ridiamo, non sono neanche imbarazzato: ne avevamo parlato a lungo, discorsi seri e battutine, insomma, si sapeva che prima o poi sarebbe capitato.
Ci laviamo, ci baciamo, lei mi tocca, io la tocco, come dire, le cose prendono la piega giusta. E poi lei mi "costringe" a voltarle le spalle, faccia al muro, gambe un po' allargate, acqua che mi cade direttamente sulla nuca. Dai, ce la facciamo, niente paura, sono pronto.

La sento che traffica con un contenitore di plastica. Il lubrificante, giusto. Per smorzare i toni mi raccomando pure di "non essere avara con quello!" Vabbe', le cazzate che si dicono.
Mi unge bene il buchino, dai movimenti che fa capisco che si unge bene il coso, e poi mi si appoggia. Ok, fin qui tutto bene, ci siamo gia' passati. Cerca l'altezza, prova, si alza, si abbassa. Trova il buco. No aspetta, mi fai male. Allora cosi'. Giarati. Un momento. Prova a stare. E se invece.

Niente. La meccanica ci e' contraria.
Le propongo di mettermi a quattro zampe, a pecorina. No, che non ci stiamo nel box doccia cosi'. Provo a tornare in piedi, non so se essere passivo/paziente o collaborativo. Intanto un dubbio mi sale, e mica piccolo. Ancora qualche tentativo infruttuoso e un po' di male qua e la' (ma soprattutto la') e poi non riesco piu' a trattenermi: "senti, siamo sotto la doccia, e il lubrificante" "E' a base acquosa" finisce lei per me. Quindi si scioglie, si slava via. D'altra parte con jelly, latex, preservativi et similia si possono usare solo cose acquose.

"E se finissimo di lavarci e continuassimo sul letto comodi?"

(prosegue e finisce nel prossimo post)
(conoscete l'espressione "Allungare la zuppa"?)

mercoledì 25 novembre 2009

Il mio povero perineo (recuperare un imprevisto e restare in gioco)

Post in arretrato, parla di un fatto successo durante una sessione che non ho documentato (purtroppo) e quando ho chiesto alla figlia del fiume di aiutarmi a ricostruire cosa avevamo fatto, lei mi ha guardato con lo sguardo perso nel vuoto tipico di quando il suo cervello ascolta la musica delle alte sfere, da' consigli a Dio, e fa cose troppo trascendenti per badare ai miei piccoli problemi quotidiani. Ovvero: si era dimenticata pure lei.
Peccato, peraltro. Era stata una sessione variegata ed intensa. Cosi' imparo a curare di piu' il blog.
Ma non tutto e' perduto. In particolare un micro episodio, importante a mio parere, me lo ricordo bene. E coinvolge, appunto, il mio povero perineo.

sabato 14 novembre 2009

Goodnight kiss

Questi giorni sono stati un po' agrodolci: la figlia del fiume ed io stiamo per separarci e per circa un mese dovremo fare a meno l'uno dell'altra, ci rivedremo solo a ridosso di Natale.
Come c'era da aspettarsi, il livello di affetto, coccole e dolcezza e' salito a mille, una roba da rischiare carie e diabete. Ne sono, in effetti, molto felice (essendo io il re della smanceria).
Un interessante sottoprodotto dell'innalzato livello di affetto e' stato la nascita di una sorta di "tradizione istantanea", ovvero di una cosa cominciata per caso e che poi a furor di popolo si e' ripetuta nei giorni successivi.
Tutto ebbe inizio nella notte dei tempi, tre giorni fa: eravamo a letto pronti per dormire ed io, preso da un'impeto di amore, mi sono infilato sotto le coperte, mi sono fatto strada fin verso le morbide estremita' della mia bella ed ho cominciato a coprirle di bacetti e carezze.
E' stato strano e catartico: essere al buio, vicinissimo all'oggetto di un desiderio di cui un po' mi vergogno, senza vedere niente, senza sentire niente, solo caldo e pelle e trasporto...


La figlia del fiume ha abbastanza apprezzato l'esperienza. A dirla tutta ha apprezzato cosi' tanto da chiedermi, il giorno dopo, di ripeterla. E il giorno dopo ancora. Stasera, nostra ultima notte assieme, sara' la quarta volta.
Situazione interessante: non e' qualcosa di espressamente sessuale, ma non e' neppure una coccola innocente. E' fatta con amore, ma soggiace un trasporto decisamente carnale.
Ieri sera l'ho attesa gia' in posizione, infilato completamente come un baco ai piedi del letto, sotto le coperte: attendevo al buio, paziente, mentre l'aria si riscaldava. Attendevo che lei arrivasse, che si infilasse in quel bozzolo scuro. Credo che Freud ci andrebbe a nozze: la similitudine con l'utero materno, il desiderio che sposta il proprio mezzo di trasmissione dalla vista all'odore ed al sapore, non potersi ne' volersi parlare.

E comunque e' stato proprio divertente.