venerdì 23 aprile 2010

Il pornofago consiglia #10: una faccia godibile

Video un po' lungo perche' realistico (o recitato molto bene). Una mistress nuda si siede sul viso dello sub - comodamente accrocchiato sul divano - e si fa leccare attraverso vari orgasmi.



Mi piace questo video perche':
- lo schiavo viene a tutti gli effetti usato, senza che gli venga proposto niente in cambio
- non c'e' dialogo (evitando quindi il problema di molti porno pessimemente recitati)
- sebbene sia un video commerciale, la ragazza sembra estremamente "sincera" in quello che fa
- la dom e' alta: a buon intenditor...

martedì 20 aprile 2010

La nostra prima uscita pubblica!

Caro Diario, e caro internet,
qualche giorno fa io e la Figlia del Fiume abbiamo fatto un passo bello lungo e per la prima volta ci siamo affacciati alla scena BDSM locale. Siamo andati al Crucible in occasione del "Social Sunday: Spanking". Il nome gia' spiega tutto: era un evento sociale, l'atmosfera rilassata e non abbiamo sentito poi troppa pressione. Un po' all'inizio, forse: da buoni italiani avevamo curato almeno un po' il vestiaro, io sportivo, la Dama del Fiume decisamente elegante. Quasi tutti i presenti erano invece decisamente piu' casual (jeans e maglietta per lo piu', con la notevole eccezione di una signora (sosia di Emma Bonino) con autentica divisa scolastica della prima meta' del secolo scorso.
All'inizio la differenza di abbigliamento ci ha fatto sentire leggermente fuoriposto, ma a conti fatti e' stato positivo: la Figlia del Fiume ha ricevuto molti complimenti, e posso dire tranquillamente che abbiamo fatto un figurone.

Il pomeriggio era diviso in due: prima un vero e proprio seminario sulla sculacciata (dove colpire e dove no, imparare a leggere il linguaggio del corpo, pro e contro delle diverse posizioni) condotto da Mr Meanie, master di un'allegra learther family poliamorosa, il quale si era giustamente portato dietro due sub (beta e epsilon) per corroborare la teoria con "sonanti" esempi pratici.

Finito il seminario, liberi tutti e si chiacchiera. Ci avventiamo sul buffet, ed intanto ci guardiamo attorno. L'atmosfera era, dicevo, rilassata, ci saranno state una trentina di persone, piu' lo staff del Crucible. Per rompere il ghiaccio (che non conoscevamo nessuno) attacchiamo discorso con Zombree, tizia (rivelatasi poi molto simpatica) gia' adocchiata Fetlife, e con cui avevamo scambiato un paio di timidi messaggi prima dell'evento. Da li' in poi e' stato tutto in discesa, almeno per la parte sociale: chiacchiere leggere, parecchi accenni al bdsm, ma niente di personale. Insomma, una normale festa tra sconosciuti, con sullo sfondo colpi e urletti dei poveretti che, giocando, finivano per trovarsi dal lato doloroso del paddle. O dello strap. O del cane. O di altra roba che non saprei ben definire.

Ma poi, giunti oltre la meta' dell'evento, un po' stufi di semplicemente stare a guardare, io e la Figlia del Fiume ci chiediamo: allora, che si fa?
Dopo una piccola contrattazione, mi ritrovo chi sa come ad abbracciare un mobiletto imbottito, una sorta di cassapanca, con le mie terga ben esposte. E da li' cominciano i guai :-)

domenica 28 marzo 2010

Il pornofago consiglia #9: femdom in music

Giusto per alleggerire i toni: Armand Van Helden - Hear My Name



Dove si prende il numero per la fila?

Pornografia, masturbazione e vita di coppia

Ieri ho passato il pomeriggio a girare per il web, guardando porno e masturbandomi. Perche'?
Domanda meno banale di quanto sembri: non e' una questione etica, ho abbandonato da tempo il (cattolicissimo) senso di colpa legato al vecchio ritornello della purezza e del non disperdere il seme. Ma avrei avuto altro da fare. Davvero: dovevo leggere vari articoli per l'universita', finire di scrivere un racconto, spendere energie in un paio di altri progetti che ho appena cominciato ma che ora devono prendere il largo. E invece niente. Porno. Pomeriggio buttato. E quindi mi chiedo: perche'?

Questa cosa deve aver a che fare con la mia vita di coppia. Vivo con la Figlia del Fiume e con lei sto bene, le parlo di tutto e lei conosce le mie pulsioni e i miei desideri. E cio' nonostante, appena ho un minuto libero, appena mi trovo solo in casa, zac.
Ma c'e' di piu': la scorsa settimana al lavoro ci sono stati due giorni in cui non riuscivo proprio a lavorare. Avevo la testa da un'altra parte, mi concentravo e dopo dieci minuti chissa' come ero sul web a leggere blog sessuali. (peraltro ho rimpolpato un po' la lista qui a sinistra)

Giunto a sera, ovviamente, mi sentivo in colpa per la giornata sprecata. Ne ho parlato con la Figlia del Fiume. La mia ipotesi era che non mi sento soddisfatto sessualmente: ne' dal lato vanilla, ne' dal lato bdsm. Vorrei alzare i toni, vorrei una sessualita' piu' profonda, pervasiva, appagante.
La Figlia del Fiume ha annuito. Ha detto che il problema e' probabilmente legato anche ai meccanismi della sua sessualita', del suo desiderio. Dice che, piu' si sente desiderata (ed io la desidero molto, questo e' un fatto ben noto), piu' il suo desiderio attivo - l'istinto predatore, per usare le sue stesse parole - si spegne. In qualche modo ho paura che lei cominci a darmi per scontato: sa che quando vuole, io sono sempre pronto, sull'attenti.

La discussione di ieri mi ha lasciato con sentimenti contrastanti: da un lato, come al solito, parlare con la Figlia del Fiume e' liberatorio, lei e' comprensiva, amichevole, e mi da' tantissimo supporto. Dall'altro, non siamo arrivati da nessuna parte: complice la stanchezza, abbiamo troncato il dialogo senza una dichiarazione d'intenti, una proposta, qualcosa di anche solo abbozzato ma che indicasse una strada da percorrere.

venerdì 26 febbraio 2010

E adesso cosa vorresti fare/3

[continua da un paio di post fa]
La sorpresa riservatami dal destino e' che la Figlia del Fiume, vedendo lo stato di completo trasporto ed eccitazione in cui mi ha ridotto (il cosiddetto budino emotivo) decide di graziarmi e giocare ancora un po' con me.
Mi fa alzare, con una mano mi afferra per i capelli, con l'altra mi abbranca con un certo vigore il pube, e mi parla vicino all'orecchio, con le sue labbra sulla pelle: "e adesso, cosa vorresti fare?"

Non che fossi in grado di rispondere. E infatti non ho risposto. Certo, magari ho emesso un suono intarticolato come "oeiurgh". Ma niente di intelleggibile, ecco. L'accademia della Crusca perdonera'.
Credo che la Figlia del Fiume provi un certo piacere nel vedermi cosi', completamente in sua balia, eccitato e recettivo. Beh, in effetti in questi termini chi non sarebbe interessato al prodotto?

In un attimo non so come sono di nuovo nudo. Cioe', piu' nudo. Cioe', ho le braghe calate. Lei sta dietro di me, mi tira per i capelli, mi morde il collo, le orecchie, mi bacia, mi dice cose irripetibili (principalmente perche' il cervello era staccato e davvero non sentivo quello che diceva) e mi pastrugna la' dabbasso. Il mio respiro s'accorcia, ovviamente. Il corpo sta teso e molle, una roba incomprensibile, e gli occhi non vogliono restare aperti, che il cervello ha bisogno di concentrarsi sul tatto.
Intanto sento l'orgasmo che sale. Sale di buon passo, come uno sherpa, e non si puo' fare poi molto per fermarne la terribile ascesa. La Figlia del Fiume lo sa, lo vede, un po' rallenta, vuole forse godersi lo spettacolo, ma poi e' pietosa, non mi tiene sulla graticola a lungo, e d'improvviso eccomi qui: spruzzo come un idrante a metri e metri di distanza, il mio corpo si tende come un arco, mi disidrato di colpo e butto fuori tutto in un botto, un unico scoppio lunghissimo e nervoso, e cado a terra rinsecchito come una prugna e altrettanto felice. La Figlia del Fiume mi bacia, mi accarezza, e ride del macello che ho combinato.

Cosa aggiungere? Amo questa donna. Anche se poi ho dovuto pulire.

mercoledì 24 febbraio 2010

Il pornofago consiglia #8: trampling from the past

Due video antichissimi, direttamente dalla mia turbata adolescenza, in tema con gli ultimi due post. Entrambi i video vengono dalla vecchia produzione di trample.com

Di questo credo mi attirasse anche (e forse soprattutto) la formosita' della saltatrice.


Questo invece mi colpiva per le risate (apparentemente) naturali delle protagoniste.

E adesso cosa vorresti fare?/2

[continua dal post precedente]
Intanto i minuti passano. E infatti mentre sono li' beato che mi godo le carezze, le strusciate e la sempre piacevole prospettiva dal basso in alto, la Figlia del Fiume si ritrae di scatto e mi dice: "Beh, basta. I dieci minuti sono passati, e anche qualcosa di piu'. Per oggi abbiamo finito."
Caaaaaaaaai!
(E poi mi venite a parlare di teasing and denial)
Comunque, rassegnato alle miserie della vita umana, mi rivesto (che nel frattempo un po' dei vestiti che avevo addosso si erano, chissa' come, volatilizzati).
"E adesso cosa vorresti fare?" mi chiede lei col massimo candore.
Dentro di me gia' si stava creando un elenco per punti, diviso in sezioni e paragrafi. Ma siccome sono un po' bischero, dribblo le richieste facili e provo ad alzare la posta: "beh, sai, il premio pescato parlava di calpestamento..."
Si', perche' a volte mi voglio male da solo.

Dunque, calpestamento. Perche' e' erotico? Perche' un uomo (che tipicamente e' una fantasia maschile) dovrebbe provare eccitazione dal farsi camminare addosso? Com'e' che la rete ne e' piena ma nessuno ne parla?
Risposta: boh. Una delle solite circonlocuzioni del cervello umano. E comunque non e' importante.
L'importante e' che, dopo poco, ci troviamo in una situazione forse meno sensuale e languida, ma decisamente piu' pratica: io sempre sul pavimento (che ormai ci sto comodo) ma nel punto piu' stretto del corridoio, vicino alla scala che da' sul piano di sopra, che cosi' lei puo' aggrapparsi al corrimano. E si comincia.
All'inizio soffriamo in due, perche' nonostante i miei tentativi di tenere la faccia da poker ogni volta che traspare un po' di dolore per un piedino che scivola lungo le costole, un tallone che affonda in una giuntura o un pisello un po' troppo pressato, lei subito si preoccupa, empatizza e scende.
Dopo poco pero' risale, e con maggiore confidenza, cosicche' mi ritrovo solo nel mio dolore. Aggiungiamo che negli ultimi tempi sono andato un po' in palestra apposta per aumentare la mia resistenza allo schiacciamento, aggiungiamo anche che il dolore "buono" genera endorfine nel solito ciclo del masochismo che si autoalimenta, aggiungiamo, aggiungiamo, aggiungiamo, e potete ben capire perche' dopo qualche minuto ero completamente partito di testa, eccitato, frollato, e felicissimo.
Certo, in teoria avrei dovuto mantenere un certo controllo della situazione per guidarla, aiutarla e controllare il buon esito dell'esercizio, ma come si fa! E poi la Figlia del Fiume sembrava ben padrona della situazione: marciava, passeggiava, tastando e prendendo confidenza, gravando su petto, pancia, gambe e pube in uguale e generosa misura. Ha risparmiato il viso per residue paure di far danni, e su questo non ho insistito, che gia' cosi' ero decisamente soddisfatto.

Cammina cammina, sembra che si arrivi alla fine di questa piccola sessione. E invece il destino mi riservava ancora una sorpresa.